Antonio Setola

Sono Antonio Setola, millennial no-boomer, laureato in filologia moderna.

Di mestiere faccio l’insegnante: ho insegnato italiano, storia, letteratura e latino a giovani menti da cui imparo più quanto dovrei insegnare – è un gioco a perdere il loro, ma dicono di divertirsi. 

Il mio primo lavoro, però, per il quale non ricevo retribuzione, è quello di lettore. Leggere per me è cifra esistenziale; unico modo – bisognerà dirlo ai transumanisti speranzosi di diventare immortali – per allungare e allargare la vita. Leggere. Se leggi, diceva il buon Eco, vivrai mille vite, chi non legge, invece, vive solo la propria. C’è pure un’altra massina, del buon vecchio Borges, molti si vantano dei libri scritti, io, come Borges, di quelli letti. E potrei andare avanti all’infinito… 

Sono un post-umanista per necessità d’anagrafe, poiché nasco e cresco in un mondo infetto, crepuscolare, che ha bisogno di una palingenesi, e sebbene abbia provato a studiare Marx e dirmi marxista, ho imparato a mie spese che le idee contano tanto quanto le condizioni materiali socio-economiche. Detto altrimenti, rivoluzione ci sarà se Homo sapiens cambierà modo di guardare il mondo, di guardare sé stesso riflesso nel mondo; imparerà, perciò, a decentrarsi, relativizzarsi, e getterà l’artificioso scettro di dominatore del pianeta terra – teoria politica vuole che quando il sovrano non è capace più di adempire al suo compito decade: l’uomo è decaduto!

FRAMMENTI DI AVVENIRE