Filosofia Postumanista Italia

Orgvn. Al di là dell’umano: intervista al progetto artistico “AfterLife”

Articolo di Giulia Heliaha Di Loreto per il Centro Studi di Filosofia Postumanista Italia

Tempo di lettura: circa 5 minuti

Nella presente intervista, ci confrontiamo con la fondatrice del progetto “AfterLife“: lavorando con i resti animali da più di dieci anni, a partire dai propri interessi di tipo antropologico e zooantropologico, Sirah è stata la prima persona in Italia ad introdurre la tecnica delloskull-carving. Insieme a lei, che di recente ha avviato una nuova produzione di opere dal nome “ORGVN“, proveremo a rispondere ad una domanda importante:qual è il rapporto tra l’essere umano e gli altri animali, tra la tecnologia e la natura?

Ciao Heliaha, ringrazio per la proposta di intervista e la disponibilità sul tuo blog per il Centro Studi. Dunque, personalmente lavoro con i resti animali dal 2014, ma è da quando sono piccola che ho sempre colto l’occasione di raccogliere tutto ciò che trovavo in natura e collezionarlo. Da piccola mi incuriosiva la parte più scientifica: mi ponevo un sacco di domande su ogni elemento che trovavo, successivamente, crescendo, è iniziata una fase di ricerca vera e propria. Volevo infatti capire come il corpo, la memoria e la trasformazione potessero divenire linguaggio.

Nel corso del tempo il mio approccio è cambiato molto: all’inizio era pura sperimentazione, dove il concetto alla base di voler “dare una nuova vita” è sempre stato presente, fin dall’inizio. Più avanti i miei tentativi sono diventati parte di un processo più rigoroso, fatto di studio dei materiali, di selezione etica, di tecniche di conservazione,carvinged incisione, sviluppando parallelamente una comprensione più profonda della responsabilità che comporta lavorare con resti animali.

Il nome “AfterLife” si riferisce al concetto di aldilà, ma anche letteralmente al “dopo la vita”. Mi interessava e continua a interessarmi ciò che continua a raccontarci qualcosa una volta fatto il proprio corso, ciò che resta e diventa un simbolo, ciò che attraversa il tempo e cambia significato.

La mia ricerca oggi è questa: costruire un non-luogo in cui la biologia non è più vincolata alla natura, ma alla possibilità — e dove i “MONOLITH” sono le presenze spirituali postumane che rendono questa possibilità leggibile, rituale e sacra. E dove “ORGVN“, come una sorta di “macchina divina”, continua a generare ciò che non esiste ancora. “ORGVN” non è un progetto semplice e che arriva abilmente a tutti.

“ORGVN” sfiora entrambe le definizioni – non per niente ho impiegato il termine “postumano” nella mia risposta alla tua domanda precedente -, eppure non appartiene davvero a nessuna delle due. Esso è postumanista in quanto distoglie l’attenzione dall’umano, infatti nel sistema “ORGVN“:

"L’essere umano non è più un riferimento: né il punto di partenza né il punto di arrivo".

Le entitàEMRnon imitano l’umano, non lo superano, non lo rappresentano: semplicemente  non lo considerano come centro del vivente. E quindi, in questo senso, è antispecista in quanto non gerarchizza le forme di vita. Nel sistema “ORGVN” non esiste una scala evolutiva, non esiste un “alto” o un “basso” tra i viventi.

Le entitàEMRnon competono con le altre specie, ma sono possibilità biologiche: forme speculative che ampliano ciò che intendiamo per forma di vita. La verità è che “ORGVN” non è né postumanista né antispecista: forse potremmo dire che sia xenobiologico e, anche senza accentrare l’attenzione, continuare a cercare di comprendere l’essere umano, senza riuscirci, apparentemente. Affermo questo non perché l’umano sia superiore, ma solo perché “illeggibile” all’interno dei suoi protocolli.

“ORGVN” è una macchina concettuale che organizza la materia, genera mutazioni, costruisce tassonomie, producespecimens. È un sistema che comprende la natura, comprende la tecnologia, comprende la spiritualità — ma non comprende l’umano, almeno non del tutto. L’umano è solamente un lontano e flebile rumore di fondo, una variabile incoerente, un elemento che non rientra nei cicliEMR, che non può essere classificato, che non può essere mutato, che non può essere previsto. In questo senso,

"ORGVN supera sia il postumanismo sia l’antispecismo: non ridefinisce il ruolo dell’umano, non ridefinisce il valore delle specie. Esso costruisce un ecosistema dove queste categorie semplicemente non funzionano più, e di conseguenza non hanno nemmeno motivo di esistere".

“AfterLife” non è né postumanista né transumanista. È un progetto sia rituale sia materiale: lavora con la persistenza della forma, con ciò che resta, con la “memoria” della materia, scevra dalla sua forma precedente, tutto o in parte. Tuttavia, il progetto è molto affine e vicino al postumanismo, in quanto sposta l’attenzione dall’umano come centro assoluto, eppure non ha alcun interesse nel potenziarlo, quindi rimane estraneo anche al transumanismo.

Come accennavo a proposito di “ORGVN“, l’umano è una variabile incoerente, impossibile da classificare, non leggibile nei suoi cicliEMR. Ed è proprio da questa incomprensione che nascono forme anche volutamente “aliene”, nel senso latino e, credo, più genuino del termine. Le entitàEMRinfatti non imitano l’umano, non lo migliorano né lo sostituiscono: lo fraintendono – come accade all’interno dello spazio liminale del noto recente filmBackrooms, per intenderci. Ecco, dunque: un creativo, caotico, affascinante fraintendimento.

Per approfondire e rimanere in contatto con “AfterLife“, si vedano:

Sito web “Debitum naturae“

Instagram: @afterlifeworlde @orgvn_official

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