«Il suo corpo era una frontiera ambigua. Pedro avanzava unendosi a ciò che incontrava per terra, insetti, cadaveri, radici, pietre frantumate, e il contatto espandeva il suo corpo, come un’ombra bianca che si allunga sotto la terra»
«Il problema è essere uno e non vasto».
«É la continuazione indefinita dell’esistenza»
La vita di un operatore forestale e di una ricercatrice in micologia si incrociano nello studio del comportamento anomalo di un fungo.
Leggere «Il vasto territorio» di Simon Lopez Trujillo ai tempi della Sesta estinzione di massa e della crisi ambientale vuol dire interrogarsi sul legame profondo tra ingiustizia sociale, ecologia e stress del lavoro di ricerca accademica.
In sintesi: l’operatore forestale si ritrova contagiato dalle spore di questo fungo e la ricercatrice viene chiamata in emergenza in ospedale per fare degli accertamenti. In teoria, chiunque sia contagiato da queste spore muore in pochi mesi; solo Pedro, dopo un coma di due mesi, si risveglia. Il libro si articola tra pagine di puro metodo scientifico e pagine in cui alcune persone, meravigliate dalla vita di Pedro, considerano quest’ultimo il Messia, tornato sulla Terra – o forse qui sarebbe meglio “dalla terra” – per salvare l’umanità.
Non credo fosse l’intento dell’autore – in quanto il libro narra una storia molto tragica – ma in Pedro si può davvero intravedere un Messia, se ci approcciamo a questo libro con gli strumenti forniti dal postumanesimo: un uomo che, sfruttato dal capitalismo industriale in terre rubate dal colonialismo, viene invaso da un fungo che gli permette di percepire – tramite allucinazioni – come se lui fosse nella terra; Pedro riporta le sensazioni del fungo e i problemi che gli abitanti del suolo affrontano a causa dell’era antropocenica. I funghi sonocontro-soggettifondamentali nella filosofia postumanista, in quanto creatori di una rete di comunicazione tra vegetali e capaci di scambi di vitamine e proteine. I funghi non sono individui, bensì una rete che vive cooperando.
Filosoficamente, è interessante notare come il fungo si impossessi non solo del corpo ma soprattutto del cervelletto: lares cogitanscartesiana si ritrova, così, invasa dallares extensadi un fungo che annulla quel dualismo e riporta l’Uomo nella Terra a cui appartiene.
L’invito è quello di leggere «Il vasto territorio» con in mente le riflessioni di A. Tsing su «Un fungo alla fine del mondo»; e non solo: leggiamolo con le battaglie indigene nelle terre ancestrali; permettiamo alle spore di invaderci, permettiamoci di diventare vasti e non singoli, di espanderci nel terreno e sentirci quell’humusche siamo.
Simon Lopez Trujillo,Il vasto territorio, Mercurio Books, 2025. 15€

