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La società occidentale ci ha insegnato che l’uomo e l’animale sono due cose diametralmente opposte, due mondi separati che non si incontrano mai, se non nel momento in cui il primo sfrutta il secondo: che sia per cavalcare un cavallo, accompagnarci a caccia o cibarci della loro carne o dei loro derivati, l’animale è visto come una risorsa, un oggetto piuttosto che un soggetto.
In questo doppio intervento, lo storico dell’arte e divulgatore Rey Sciutto e la filosofa e autrice Giulia Heliaha Di Loreto intrecceranno le proprie competenze e i corrispettivi campi di studio per spiegare come l’umanità sia riuscita, attraverso la mitologia, il pensiero e le strutture politiche ed economiche, ad arrivare al nostro attuale rapporto con gli altri animali.
“Quali sono le radici del nostro rapporto con le altre specie animali? Cosa si è conservato e cosa è stato perduto nel corso del tempo, fino ad arrivare ad oggi? Addentrarsi nella storia, analizzando pensieri, simboli e pratiche, ci permette di ripensare e risignificare il presente”.
– Animalità tradita. Le radici dello specismo, Giulia Heliaha Di Loreto
La domesticazione deve molto all’estetica degli altri animali per quanto riguarda la loro progressiva selezione, una pratica che ha modificato sostanzialmente la loro evoluzione e condizioni materiali, ponendoli storicamente in una situazione di svantaggio sociale. Crediamo infatti che l’essere umano sia l’unico animale dotato di intelligenza, così profondamente che, nel senso comune, difficilmente ci considereremmo “ancora animali”. Gli altri animali sono stati selezionati in base ad un tornaconto umano, a ciò che l’uomo avrebbe potuto trarre dal loro sfruttamento. Per questo, la dignità degli animali ancora oggi è legata a quanto li consideriamo utili. Nonostante anche le specie “da compagnia” siano vittime di specismo, ci sono radici profonde sul perché – almeno in occidente – consideriamo parte della famiglia cani, gatti e conigli, mentre mangiamo mucche, maiali, polli e tacchini. Gli animali “esteticamente belli”, secondo i nostri canoni antropologici, hanno avuto una sorte differente rispetto al totale annichilimento, qual è il consumo dei loro corpi. L’analisi storica e filosofica sarà inoltre accompagnata dall’analisi di miti antropopoietici (sull’origine dell’identità umana), nonché di opere di Rubens, Beuckelaer, Carracci, Passerotti e altri ancora.
L’evento si terrà presso il Teatro comunale di San Giovanni in Persiceto (Corso Italia, 72, BO), dalle ore 18:00 di domenica 23 novembre 2025.
I biglietti possono essere acquistati su Vivaticket qui oppure nella biglietteria direttamente in sede.