Trento, TN, 38122 03/10/2025 – 12/12/2025
Inaugurazione: 3 Ottobre / 18.00 – 21.00
A cura di: Carlo Chiusi
Luogo:Cellar Contemporary Trento, Via S. Martino, 52, 38122 Trento TN
Ingresso libero
Opere d’arte in mostra di Gustavo Borzaga (courtesy Fondazione Museo storico del Trentino), Fabio De Meo, Karlien De Villiers, Joe Grillo, Meowmeowaiart, MisakiKawai, Julia Runggaldier, Francesca Vanoli
Dalla sacralità delle icone feline alle gif virali contemporanee, il gatto è oggi più che mai figura centrale nell’immaginario collettivo. Questa mostra esplora come il felino, attraverso arte, media e intelligenza artificiale, sia divenuto catalizzatore di nuove estetiche, pratiche partecipative e riflessioni postumane.
Al piano superiore, la mostra presenta opere che mettono in dialogo la raffigurazione felina con opere d’arte e i linguaggi visivi della comunicazione contemporanea. Dai riferimenti a Hello Kitty o ai flash meme cat, i gatti vengono indagati come icone fluide e intermediali, capaci di connettere l’alto e il basso della cultura visiva globale. Al piano inferiore, una sezione multimediale propone una serie di video generati da software di intelligenza artificiale, in cui i gatti sono ricreati, modificati e immaginati secondo nuove logiche algoritmiche. Le immagini di siti come ThisCatDoesNotExist.com testimoniano la fascinazione dell’AI per la figura felina, mentre altri lavori affrontano temi come l’antropomorfizzazione, l’architettura e le infrastrutture per gatti, fino ad arrivare alla memetica felina. La mostra parte da un assunto chiave: la produzione di immagini oggi è accessibile a tutti. Il remix, la condivisione e l’appropriazione ridefiniscono continuamente l’iconografia culturale. Il gatto diventa così simbolo di una cultura visiva fluida e partecipativa, dove ogni contenuto è instabile e in trasformazione.
In un’epoca dominata dai media sociali, il catcontent è molto più che intrattenimento: è dispositivo affettivo, gesto comunitario, atto politico. Dalla “Cute Cat Theory of Digital Activism” alla “purr-formance” artistica, i gatti online generano connessioni emotive e alleanze transpecie. Episodi come l’#BrusselsLockdown dimostrano il potere ironico e sovversivo delle immagini feline come forma di resistenza collettiva.
Infine, l’esposizione abbraccia una prospettiva antispecista e postumana: attraverso opere, esperienze e pensiero critico, invita a considerare il gatto non solo come oggetto d’affetto o simbolo culturale, ma come soggetto co-esistente, partner sensibile e figura di dissenso. Seguendo il pensiero di Donna Haraway, Jacques Derrida e altri, si propone una lettura del gatto come “companionspecies”, capace di sfidare le gerarchie tra umano, animale e macchina.