lunedì, dicembre 16, 2019
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Estetica postumanista – È uscito il nuovo libro di Roberto Marchesini

Copertina Estetica Postumanstica

È da poco disponibile in tutte le librerie Estetica Postumanista (Meltemi editore) del filosofo e Direttore del Centro Studi Filosofia Postumanista Roberto Marchesini.  Che cosa differenzia l’estetica umanista da quella postumanista? Che idea del corpo emerge dalla rivoluzione messa in atto negli ultimi anni dal postumanesimo? Vi proponiamo un piccolo estratto. 

 

 

Il XXI secolo ha visto uno slittamento profondo nella concezione estetica, già peraltro in nuce a partire dagli anni ’80 del Novecento: prova ne sia la mostra di Jeffrey Deitch intitolata “Post human”. Al posto dell’esposizione somatica al mondo esterno che, in armonia o in distonia con le alterità, mantiene comunque una sorta di purezza interna, potremmo dire di chiara disgiunzione epidermica e ontologica, retaggio di un’impostazione umanistica, si sostituisce un corpo invaso che si rende teatro di possessioni e proiezioni decentrative.

Nella poetica umanistica il bello sorge dalle immagini botticelliane del corpo neotenico, che si schiude perlaceo all’ermetismo della natura, e il sublime nell’immagine romantica di una natura soverchiante, vertigine dell’infinito leopardiano e del decentramento copernicano. Nella poetica postumanistica invece il bello e il sublime sembrano convergere in un’idea ibridativa della morfopoiesi, basata sull’epifania delle alterità tecnomorfe e teriomorfe.

 

L’estetica omaggia la metamorfosi, non più stigmatizzata come mostruosa difformità o metafora della deriva, bensì come fonte stessa della congiunzione e della correlazione tra forma e ontopoiesi. Il fenomeno non è più esterno al corpo ma diviene somatizzazione del virtuale, il sublime è l’antefatto, lo sconcerto che l’eteromorfia produce per far emergere la bellezza intrinseca della coniugazione e del superamento di ogni chiusura solipsistica

Estetica postumanista analizza la trasformazione che ha portato alla strutturazione di un canone umanista basato su una precisa rappresentazione del corpo umano, che a sua volta ha definito una visione estetica della cultura, considerandola al tempo stesso emanazione autarchica della ragione e oggetto di differenziazione da ogni residuo di animalità. L’uomo, ci spiega Marchesini, è divenuto così “il non-animale”.

Tracciando una mappa concettuale di questo mutamento, a cui l’autore dà la connotazione di “postumanismo”, diveniamo coscienti degli slittamenti che tale metamorfosi estetica sta avendo nel modo corrente di leggere il corpo, l’animalità, la natura e in ne la tecnologia. Tutto lascia pensare allo stratificarsi di una condizione umana che testimonia un’innegabile rivoluzione nei predicati di riconoscibilità e di proiezione.

Questo libro, agevole per il numero di pagine, mira a fare luce su queste complesse trasformazioni delineando un’estetica postumanista dove l’ibrido, il mutante, il difforme hanno perduto quelle connotazioni negative o di contrasto con i predicati umani, per divenire luogo di confine dove l’umanità si rivela.

 

 

Pagine: 260

Prezzo: 15,00 euro

Collana: Linee

ISBN: 978-83-5519-061-9 

 

 

 

 

 

Eleonora
Eleonora
Eleonora Adorni, membro della redazione del Centro Studi che si occupa di aggiornare i contenuti del sito.
http://www.filosofiapostumanista.it

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