sabato, dicembre 15, 2018
Home > Autori > Il Bene Comune delle Gis. Dalla consapevolezza del presente alla costruzione del futuro di Manuela Macelloni

Il Bene Comune delle Gis. Dalla consapevolezza del presente alla costruzione del futuro di Manuela Macelloni

Ormai si tratta di un appuntamento ricorrente: è il sesto anno delle Gis – Giornate Internazionali Siua – ma già questo evento solleva moltissime attese ed adesioni tanto che, nei giorni di sabato 27 e domenica 28 ottobre, le Gis hanno focalizzato l’attenzione di talmente tanti studiosi ed appassionati da ottenere il tutto esaurito. Quest’anno, in una location d’eccezione – il Centro San Domenico –l’argomento prescelto è stato quello de Il Bene Comune ed è stato proprio Roberto Marchesini, direttore di Siua e del Centro Studi Filosofia Postumanista, a spiegare il perché nel suo intervento introduttivo: nulla oggi è più importante proprio del bene comune giacché l’approccio dell’animale umano all’eco-sistema sta creando una condizione di allarme gravissimo per la sopravvivenza del pianeta.

 

È con la consueta passione ed energia che, Roberto Marchesini, prende la parola per introdurre gli intenti delle due giornate di studio di chi ha diretto l’organizzazione. Il Professore accusa la completa mancanza di presa coscienza di un problema ecologico che anche se per ora apparentemente silente, se trascurato, non potrà essere più risolvibile giacché esploderà come un’ecatombe con risonanze non sono catastrofiche ma distruttive per tutto il sistema della vita.

Ecco allora il motivo della necessità di parlare di bene comune. Quest’anno Marchesini ha curato un’edizione delle Gis guardando al futuro: già nell’intervento iniziale delle giornate di studio, ha anticipato come, dall’anno prossimo, le Gis saranno non più solo giornate di studio Siua ma Giornate Internazionali di Studio.

Proprio la struttura degli interventi di quest’anno ha mostrato come l’intento delle giornate di studio sia stato quello di mostrare e mettere a confronto differenti ambiti di conoscenza riuscendo così a rappresentare la ricchezza e la complessità strutturale dell’eco-sistema, in particolar modo, gli interventi dell’anno corrente, hanno presentato come ogni forma di vita sia intessuta di fondamentali, profonde, complesse relazioni sociali che quindi non sono una prerogativa del solo animale umano.

Nella prima giornata molti sono stati gli interventi significativi spaziando per ambiti e settori differenti a partire dagli aspetti filosofici, letterari, antropologici ed etologici riguardanti il bene comune; a seguire si è passati ad approfondire la socialità dei pesci – con un intervento di Christian Lenzi sulle differenti risposte sociali legate alla determinazione di genere nei comportamenti del pesce zebra – e, per chiudere, è stata esaminata la socialità nel mondo dei mammiferi: i primati non umani, il gatto selvatico, la giraffa, gli orsi e la socialità nei cani liberi con un interessante intervento di Roberto Bonanni.

Nella giornata di domenica i lavori si sono aperti con l’intervento dell’artista ed educatrice cinofila Siua, Maria Mezzasalma che ha presentato il suo lavoro artistico “Scatti da cane. Il mondo da un’altra prospettiva” le cui immagini hanno accompagnato tutte e due le giornate di studio con l’esposizione di alcuni suoi scatti nel chiostro del convento.

A seguire un intero workshop è stato dedicato al mondo degli uccelli e degli insetti con approfondimenti davvero rilevanti tra questi, particolarmente significativa, la lezione offerta del Prof. Stefano Turillazzi capace di sensibilizzare riguardo le comunità di insetti e di mettere in luce le coreografie comportamentali in esse sostenute volte ad edificare il bene di tutti. Dagli insetti è possibile imparare molto: ciò sia a partire dalle politiche sociali di completa collaborazione, di totale abnegazione ma soprattutto di una profonda intelligenza e specializzazione.

Questa ricchissima sessione ha ospitato anche un appassionante intervento di Sara Mainardi che ha portato la sua testimonianza di studio di un particolare ordine di uccelli: i Psittaciformi, pappagalli della Costa Rica. Marco Mastrorilli ha parlato di gufi, animali particolarissimi che per alcuni tratti possono ricordare il – per noi più familiare – gatto.

Si è passati poi a trattare della socialità nei canidi con un intervento di Sarah Marshall-Pescini che ha esposto un contributo riguardante la cooperazione intra e inter-specifica nei lupi e nei cani e un approfondimento del lavoro di ricerca svolto in Marocco dall’Associazione Stray Dogs, ospiti la presidentessa Clara Caspani e il vice-presidente Lorenzo Niccolini con un focus sulle cure parentali nei randagi.

L’ultimo workshop si è focalizzato sulle prospettive dell’educazione cinofila attraverso un clima di confronto tra diversi punti di vista: sono intervenuti Francesco Caricato, Raffaella Cocco, Teo Mariscal.

Non v’è dubbio che queste giornate hanno donato un enorme contributo non solo alla formazione personale di chi vi ha partecipato ma hanno anche sintomaticamente offerto una nuova consapevolezza sulla modalità declinativa del sapere: la conoscenza non è un possesso ma un percorso di scoperta. Là dove vi è desiderio e quindi voglia costate di trascendersi – nostalgia di un qualcosa di indefinito ma che siamo consapevoli che è al di fuori di noi – un nuovo universo è possibile. Sono i dogmi, l’inamovibilità che costringono il mondo nella condizione in cui è: dissipato, esanime.

Ciò che emerge con forza e fermento da queste due giornate è che per progettare un bene comune è necessario partire dalla dimensione desiderante della vita, là dove desiderio non è possesso ma relazione, approssimazione, vicinanza, libertà, ibridazione. A partire da questo tipo di approccio si declina un metodo che richiede apertura, ascolto, attenzione, silenzio e dialogo: solo così è possibile pensare a un futuro di bene comune.

Ogni piccolo tassello di costruzione, ogni momento di rottura con il principium individuationis diviene – come mostra l’entomologia – creazione di possibili, ricchissimi mondi.

Le Gis quest’anno più che mai non solo sono state testimoni di una maggiore consapevolezza del presente ma si sono presentate come un vero e proprio progetto per il futuro, è emerso infatti come già gli organizzatori, Marchesini in primis, stiano già lavorando alla prossima edizione che recherà un nuovo nome sintomatico dell’approccio di apertura e confronto: non si parlerà più infatti di Giornate Internazionali Siua bensì Giornate Internazionali di Studio. Appuntamento allora al prossimo anno.

 

Scopri tutte le foto delle GIS 2018 cliccando qui

 

 

Eleonora
Eleonora
Eleonora Adorni, membro della redazione del Centro Studi che si occupa di aggiornare i contenuti del sito.
http://www.filosofiapostumanista.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.