lunedì, settembre 23, 2019
Home > Segnalazioni > Recensioni > L’altruismo nel mondo animale — di Alessandro Lanfranchi

L’altruismo nel mondo animale — di Alessandro Lanfranchi

Pubblichiamo la recensione de L’altruismo nel mondo animale (Animal Studies, n. 17) a cura di Alessandro Lanfranchi, collaboratore del Centro Studi Filosofia Postumanista. Il punto di partenza metodologico del numero, afferma l’autore, è “un intenso tentativo di comprensione piuttosto che di spiegazione”, sfuggendo in questo modo al rischio di intrappolare il comportamentale animale “in rigide categorie descrittive”. Come comprendere, dunque, le pratiche di cooperazione che si attuano nel mondo animale sia nei rapporti intraspecifici sia nelle relazioni interspecifiche? L’autore evidenzia che è possibile raggiungere quest’obiettivo utilizzando due strumenti concettuali: l’antropomorfismo biocentrico e la comunicazione inter-specifica. 

 

Partendo dalla incontrovertibile constatazione circa la multicategorialità dell’animale, Jakob von Uexküll notò come ogni essere vivente, oltre ad avere un proprio ambiente (Umwelt), contribuisse soggettivamente alla sua costituzione.

Ciò significa che, lungi dal ridurre il mondo a mera datità inerte e passiva, ogni soggettività organica seleziona gli stimoli rilevanti dal punto di vista vitale, andando così a formare quella struttura ontologica che coincide, in ultima istanza, con l’essere-nel-(rispettivo)-ambiente.

Se, dunque tutti i soggetti animali, i più semplici come i più complessi, sono adattati al loro ambiente con la medesima perfezione e se ogni essere vivente, umano e non-umano, configura un mondo proprio, com’è possibile comprendere il mondo dell’altro? Non si rischia, forse, di imprigionare in rigide categorie descrittive, l’eterogeneità del vivente?

Dopotutto, pur trovandoci di fronte ad un tema di philosophia perennis, l’intenzione del diciassettesimo numero di Animal Studies, a cura di Roberto Marchesini e intitolato L’altruismo nel mondo animale, sembra essere pienamente consapevole di tale insidia, tanto che, il punto di partenza metodologico che soggiace all’intero lavoro, parafrasando Jaspers, è riconducibile ad un intenso tentativo di comprensione piuttosto che di spiegazione.

Detto questo, come suggerito dal titolo, il numero ruota attorno alla nozione di altruismo nel mondo animale e si articola lungo tre direttrici fondamentali.

Prima di definirle, tuttavia, ci sembra importante sottolineare come la prospettiva attorno alla quale ruotano tutti i saggi, sia quella del rapporto tra il mondo umano, la biodiversità del mondo animale e la pratica epimeletica.

I poli concettuali, quindi, sono tre (uomo-altruismo-animale) e il numero si concentra, di contributo in contributo, su ogni singolo elemento di questa triade e sulle relazioni, spesso difficoltose e irte di problemi, che lo lega gli altri due.

Il proposito, che rende unico questo lavoro, non è soltanto quello di inaugurare una sorta di fenomenologia dell’altruismo nel mondo animale, ma di comprendere se e attraverso quali modalità l’uomo possa rintracciare, mediante gli strumenti e le ricerche scientifiche a sua disposizione, la pratica epimeletica negli animali non-umani e, soprattutto, se sia autenticamente possibile accedere al comportamento e alle emozioni degli eterospecifici tramite un antropomorfismo biocentrico e/o una comunicazione inter-specifica.

I saggi contenuti in questo numero, dunque, si possono raggruppare in tre gruppi interconnessi: il primo, che vede coinvolti gli interventi di Roberto Marchesini (I comportamenti prosociali e il principio di fitness) e Marc Bekoff (Coscienza animale e scienza. L’antropomorfismo non è l’“anti-scienza”, tradotto in italiano da Valentina Mota), si pone su un piano di carattere prevalentemente scientifico ed etologico. I due autori discutono la presenza degli atteggiamenti altruistici nel mondo animale con l’accortezza di evitare quel bias antropocentrico che induce a pretendere che un animale non-umano affronti un problema, o esperisca un emozione, mediante le coordinate solutive proprie dell’uomo.

Il secondo gruppo, composto dagli interventi di Marta Spazzafumo (Etica ed evoluzione: Frans de Wall e il cambio di paradigma in etologia) e Patricia Brunsteins (L’empatia animale: una caratterizzazione concettuale, tradotto in italiano da Laura De Grazia e Nicola Zengiaro), si concentra sulla nozione di empatia: in Etica ed evoluzione viene discussa la grande scoperta, ad opera dell’etologo Frans de Waal, del fenomeno della riconciliazione nel mondo animale che permetterà, alla riflessione etologica, di ricondurre l’aggressività animale nel suo giusto contesto. 

In L’empatia animale, invece, l’autrice rintraccia nella percezione intelligente l’occasione per elaborare «un’empatia solidamente informata dall’etologia e dall’ecologia, dove il soggetto è capace di decentrarsi in rapporto alle strutture abituali della sua percezione e alle grandi opposizioni che attraversano i nostri pensieri nel guardare gli animali» (p. 69).

Infine, Véronique Servais con Percepire la sofferenza degli animali. Elementi di riflessione per un’empatia interspecifica (tradotto dal francese da Valentina Mota) pone l’attenzione sui processi di comunicazione inter-specifici che permettono all’umano di percepire – o di credere di percepire – la sofferenza animale.

A chiusura del numero troviamo l’interessante recensione, a cura di Antonio Danese, del libro L’omosessualità negli animali di Giorgio Celli pubblicato nel 1973.

In conclusione, sebbene ogni soggettività organica costituisca un proprio mondo che, per certi aspetti, rimane e rimarrà impenetrabile alla comprensione umana, è possibile inaugurare pratiche ermeneutiche che, evitando l’insidiosa proiezione antropomorfica, restituiscano dignità, importanza e complessità al mondo degli eteronomi.

È in questa direzione che si muove quest’ultimo numero di Animal Studies e, se l’altruismo nel mondo animale rimane una questione aperta, ciò a cui non possiamo sottrarci, come sottolinea Roberto Marchesini nel suo editoriale, è la responsabilità etica del nostro comprendere.

 

 

Laura De Grazia
Laura De Grazia
Laura De Grazia, membro della redazione del Centro Studi che si occupa di aggiornare i contenuti del sito.
http://www.filosofiapostumanista.it/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.