giovedì, ottobre 21, 2021
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Cos’è l’animale totemico? — di Roberto Marchesini

Animal Studies

Cosa si intende per animale totemico? Che tipo di rapporto si coniuga con l’animalità nello sciamanesimo? Sono queste alcune delle domande formulate da Roberto Marchesini nell’articolo che vi proponiamo, in cui l’autore traccia una genealogia del concetto di animale totem per delineare un’alternativa a un approccio verso l’animalità concepita come succube dell’uomo. All’animale totem  ci si rivolge per costruire la propria identità, un’identità dunque non pienamente umana ma esito di un processo di ibridazione. Questi e altri temi saranno affrontati da Animal Studies nel numero dedicato agli Animali totem, volume che sarà pubblicato a fine giugno 2017. 

 

L’animale “di potere” tipico delle narrazioni dei nativi americani è considerato spesso la complementazione dell’individuo, rappresenta cioè le virtù che il soggetto deve coltivare per colmare le proprie lacune. Per questo motivo la mancanza di un animale di potere diminuiva in queste culture la fiducia e la stima in se stessi.

Animal Studies

 

All’animale di potere l’essere umano richiede specifiche cose:

  • l’essere una sorta di angelo custode in grado di proteggere e vegliare sull’individuo;
  • rappresentare un referente magistrale verso cui tendere per costruire la propria identità e raggiungere dei predicati conclamati;
  • avvisare l’individuo attraverso messaggi espliciti oppure apparendo in sogno oppure all’interno di un rituale;
  • costituire una sorta di alter ego attraverso cui presentarsi nella comunità degli uomini (totemismo individuale) o come gruppo in quanto rappresentante il progenitore (totemismo collettivo).

 

 

L’animale rivelatore viene spesso raccontato come custode o guardiano di un luogo sacro o come traghettatore in grado di sancire-consentire il passaggio dell’essere umano a una particolare condizione, trascendente il qui e ora vissuto dal soggetto.

Questo animale custode sovente ha il compito di rendere palese una condizione in nuce e per disvelare al protagonista il proprio destino o la propria identità. L’animale guardiano non solo ha il compito di scoraggiare l’accesso a un luogo – spesso in questo caso assume fogge mostruose oppure si presenta in forme chimeriche come l’idra, l’arpia, la sirena e via dicendo – ma a essere il giudice in grado di valutare l’accessibilità dell’individuo a una particolare situazione-condizione ovvero di essere il traghettatore che consente il passaggio nell’altra dimensione.

Una narrazione carica di significati è quella che vede il cane o lo sciacallo come traghettatore per il regno dell’oltretomba, assumendo cioè il ruolo di psicopompo. Altre volte l’animale guardiano rappresenta la cartina di tornasole che indica l’inaccessibilità a un certo contesto per i limiti del protagonista; così le tre fiere nella Divina Commedia rappresentano tre vizi e impedimenti con cui l’autore deve confrontarsi – la lonza-lussuria, il leone-superbia, la lupa-bramosia – proiezioni di remore proprie dell’individuo.

 

L’animale guardiano rappresenta lo spazio del problema e come tale definisce una serie di prove che il protagonista deve superare per poter procedere nel suo viaggio. Nell’Odissea, per esempio, ritroviamo questa narrazione in diverse forme – dal superare la deriva nell’animalità nell’episodio di Circe al primato della conoscenza esemplificato dal passaggio nelle dimore delle sirene, dal guardiano Polifemo che rappresenta la forza e la ferocia al confronto con le vacche sacre al dio Sole che rappresentano la tentazione – ove il connotato animale viene richiamato puntualmente per indicare delle prove che il protagonista è chiamato a superare per far emergere la sua identità e comprendere il suo destino.

Anche in questo caso zooantropologicamente possiamo dire che se il predicato umano è frutto dell’ibridazione solo il referente animale è in grado di rivelarlo nell’uomo.

 

 

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Laura De Grazia
Laura De Grazia
Laura De Grazia, membro della redazione del Centro Studi che si occupa di aggiornare i contenuti del sito.
http://www.filosofiapostumanista.it/

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