giovedì, maggio 23, 2019
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La zooantropologia: una nuova tool box per lo studio dell’animalità — di Roberto Marchesini

Roberto Marchesini

Che cos’è la zooantropologia? Nel testo, Marchesini analizza gli strumenti concettuali usati dall’approccio zooantropologico, una disciplina che ha mutato completamente la prospettiva adottata per esaminare l’animalità. Si tratta, infatti, di una teoria e di una prassi che ha inteso trasformare il rapporto viziato che abbiamo fino ad ora intrattenuto con gli agenti non umani per delineare uno spazio dialogico tra le specie.

La zooantropologia nasce come specifica disciplina di analisi:

a) del rapporto di dialogo con il non-umano (interazione relazionale tra uomo e animale);

b) dei contributi referenziali (beneficialità dell’incontro-confronto) che tale rapporto produce.

Già da questa definizione è evidente che la zooantropologia non è semplicemente lo studio del rapporto uomo-animale perché ammette due evidenze di novità:

1) che tra umano e non-umano ci possa essere un rapporto dialogico ossia uno scambio di contenuti con reciprocazioni e affiliazioni;

2) che il non-umano possa ricoprire un ruolo referenziale per l’uomo. La zooantropologia parte da presupposti teorici assolutamente innovativi rispetto al panorama precedente e di conseguenza sviluppa a) un campo applicativo (ambiti di attività) e b) una metodologia di lavoro (metodo) non sovrapponibili alle tradizionali aree di lavoro e agli approcci non relazionali-referenziali, per esempio della zootecnia.

La zooantropologia non è pertanto semplicemente un’area tematica o un focus di ricerca interdisciplinare, ma un nuovo modo di concepire:

1) l’incontro tra l’essere umano e l’animale non-umano;

2) l’ordine di contributi che l’uomo può ricevere nella partnership con l’animale.

Rispetto al punto 1 la zooantropologia ammette “un incontro relazionale” nel senso pieno del termine ossia di interscambio di contenuti e di ruoli, riguardo al punto 2 introduce “un contributo referenziale” accanto a quello zootecnico di tipo performativo.

L’approccio zooantropologico si discosta da alcuni paradigmi tradizionali di lettura del non-umano nel rapporto con l’uomo quali:

a) la trasformazione dell’animale in cosa (non reificazione);

b) la riduzione della diversità del non-umano (non antropomorfizzazione);

c) la negligenza verso la pluralità degli eterospecifici (non categorizzazione); 

d) l’utilizzo dell’animale come mezzo (non strumentalizzazione).

In zooantropologia parliamo di:

1) animale “alterità” ovvero riconosciuto nei predicati di soggettività, diversità, peculiarità;

2) animale “partner” ossia coinvolto nel processo relazionale e non utilizzato come produttore di performance.

Gli aspetti più importanti introdotti dalla zooantropologia sono i seguenti:

1) il principio di relazione ovvero l’ammissione, accanto alla semplice reattività-proiezione verso lo stimolo animale, di eventi dialogici e intersoggettivi tra l’uomo e il partner animale;

2) il principio di referenza, vale a dire il riconoscere, oltre ai tradizionali apporti performativi o zootecnici richiesti all’animale, un altro genere di contributi che scaturiscono dal dialogo con l’animale o dal fare riferimento all’animale;

3) il principio di dimensionalità della relazione ossia il ritenere la struttura di relazione non un’entità generica e uniforme ma un’entità configurabile e quindi capace di presentarsi all’interno di un range di possibilità con altrettanti esiti referenziali;

4) il principio di specificità, vale a dire l’ammissione che la relazione con l’animale occupa un posto specifico proprio in virtù della diversità dell’animale che pertanto dev’essere salvaguardata.

La zooantropologia offre i propri strumenti interpretativi per la valutazione delle tendenze generali dell’uomo verso gli eterospecifici – quindi formula teorie sui processi di domesticazione, sugli utilizzi semiotici e simbolici della zoomorfia e si occupa anche delle interazioni non relazionali – tuttavia il fulcro di interesse di ricerca e applicazione di tale disciplina è focalizzato sulle interazioni relazionali e sui contributi referenziali che queste mettono a disposizione.

Animal Studies ha dedicato un intero fascicolo alla zooantropologia, con contributi volti ad analizzare i molteplici usi di una scatola degli attrezzi che ha scompaginato i confini tra scienze umane e scienze della vita. 

Per qualsiasi richiesta di informazione, contatta la redazione su animalstudiesrivista@gmail.com

Laura De Grazia
Laura De Grazia
Laura De Grazia, membro della redazione del Centro Studi che si occupa di aggiornare i contenuti del sito.
http://www.filosofiapostumanista.it/

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